Sembrerebbe una novella di memoria boccaccesca, eppure questa è una storia accaduta veramente.
Era una calda estate dei primi anni Ottanta del Novecento. La temperatura, quasi soffocante, da alcune settimane invitava ad una rilassante e meritata vacanza. Fu così, proprio in quel periodo, che Tatiano e Francesco, due ragazzi trentenni e amici di lunga data, decisero di trascorrere insieme le attese e agognate ferie dopo lunghi mesi di impegnativo lavoro.
Tatiano e Francesco si conoscevano dall'età dell'infanzia, avevano un carattere abbastanza diverso, ma ciò che li univa veramente era la passione per la musica. Avevano trascorso gran parte della loro gioventù nella più ampia spensieratezza, scoprendo, sperimentando e vivendo insieme alcune avventure tipiche dell'età adolescenziale. Poi venne l'era dei cosiddetti complessi musicali, così erano chiamati i gruppi o le "band" che avevano sconvolto la gioventù dell'intero pianeta. Attratti da quell' irresistibile mondo, anche i due amici, all'età di quattordici anni il primo e quindici il secondo, dopo svariate prove, misero insieme un gruppo musicale esibendosi per la prima volta al Teatro Don Bosco della loro città. Tra le innumerevoli passioni che contraddistinguevano i due caratteri vi era uno spiccato orientamento per le arti figurative da parte di Tatiano, mentre Francesco era più attratto dal mondo animale ed aveva una particolare sensibilità per i volatili. Francesco, infatti, possedeva un mini allevamento di canarini di tutti i tipi. Li amava, li curava, a volte li incrociava ottenendo canarini di diverse tonalità di colore tra cui il famoso canarino a fattore rosso. La passione e l'amore per questi suoi piccoli "amici" continuò per molti anni ma l'attenzione anche per le altre specie di volatili non mancava mai. Osservava con estremo interesse gli uccelli che nella loro natura costruivano nidi sugli alberi, nei sottotetti delle case e nei giardini vicino alla sua abitazione. Rondini, colombi, pettirossi, merli, batticoda, cardellini e passeri erano tenuti d'occhio da Francesco che conosceva a memoria le loro abitudini. Li osservava, li studiava e, quando era
il caso, cercava di proteggere i loro nidi da eventuali pericoli. Se la LIPU, ovvero 'la Lega Italiana Protezione Uccelli', ne fosse stata a conoscenza, avrebbe eletto Francesco indiscusso presidente a vita!
Il giorno prima della partenza per la concordata vacanza, Tatiano e Francesco si misero d'accordo per definire l'itinerario da compiere, alcuni dettagli e l'orario della partenza. Tatiano preparò la sua"Centoventisette Fiat", un'automobile di piccola cilindrata, controllando gomme , olio e rifornimento di carburante. Tutto era in ordine per affrontare con tranquillità l'atteso viaggio.
Alle sei di mattina del giorno seguente, l'automobile di Tatiano carica di borse e di alcuni zaini arrivò sotto l'abitazione dell' amico Francesco. Dopo alcuni minuti Francesco scese con la propria valigia e la tenda da campeggio, come stabilito dai precedenti accordi. "Tutto a posto? Documenti, patente di guida?" - disse Tatiano - "Possiamo partire?" "Sì, sì...tutto a posto" - rispose Francesco - "solo un momento, ho un piccolo problema, salgo un attimo in casa e torno subito". Tatiano, incuriosito, rimase in attesa. Dopo alcuni minuti Francesco scese di casa, si avvicinò alla macchina tenendo tra le mani una misteriosa scatola. Prima di salire in macchina si fermò e iniziò a sorridere dicendo: "Ti dispiace se portiamo con noi due turisti?" Tatiano non riuscendo a capire bene cosa volesse intendere con quella battuta, ripose: "E...dove sono questi turisti?" "Sono qui dentro!" - controbatté Francesco aumentando a dismisura la sua risata. "Cioè...non capisco?" - replicò meravigliato Tatiano alzando le sopracciglia. Allora Francesco aprì delicatamente la sua scatola e ne mostrò il contenuto. Tatiano incredulo e con enorme stupore vide due piccoli passeri ancora (o quasi) senza piume all'interno di un nido artificiale. "Ma...cosa sono? Cosa vuoi fare?" - chiese Tatiano. "Non posso lasciarli qui. Sono due piccoli di passero precipitati da un nido, che probabilmente è caduto a causa di un colpo di vento. La loro mamma quindi non può più nutrirli, pertanto rischiano di morire...da alcuni giorni me ne sto occupando io, imboccandoli con un mangime adatto...non posso lasciarli qui… perciò vorrei portarli con me" - così Francesco spiegò la sua preoccupazione. Tatiano piacevolmente sorpreso ma ancora più incredulo delle intenzioni dell'amico, annuì dicendo:"Sei sicuro di voler passare le vacanze con questo impegno?" "Non preoccuparti ci penso io" - fu la rassicurante risposta dell'amico. I due sorridendo si guardarono in faccia. Francesco salì in macchina, adagiò con cura la scatola con i due "turisti" sul sedile posteriore e partirono per il mare.
Il viaggio fu tranquillo e scorrevole, il traffico sull'autostrada consentiva un andatura lineare e senza particolari rallentamenti. L'aria fresca del primo mattino filtrava gioiosamente dai finestrini leggermente aperti arieggiando l'abitacolo della vettura. I due amici viaggiavano sereni raccontando e ricordando alcuni episodi delle loro precedenti avventure. Francesco di tanto in tanto si girava verso il sedile posteriore osservando il contenuto della sua scatola e accertandosi che tutto andasse bene. All'altezza di Bologna, una breve sosta ad un autogrill, sempre con un occhio attento alla macchina e soprattutto al suo prezioso contenuto e poi di nuovo in macchina verso la meta stabilita. Il cielo era limpido e il sole alto iniziava a farsi sentire. Lungo la costa adriatica di tanto in tanto si intravvedeva il luccicare del mare. Guidava sempre Tatiano, poiché Francesco ogni tanto controllava lo stato di salute dei due speciali turisti. Dopo un altro paio d'ore di viaggio, un cartello stradale indicava la località prefissata: Miramare di Rimini. Arrivati al campeggio i due consegnarono i documenti all'ingresso ricevendo le modalità per l'utilizzo della piazzola. Francesco indicò subito una piazzola che fosse bene riparata dall'ombra di un albero e insieme iniziarono a installare la tenda a casetta. La tenda, comoda per quattro persone, con due camerette interne, era dotata di un ampio atrio e di una veranda esterna. Francesco ancora prima di scegliere in quale cameretta sistemarsi, individuò subito uno spazio adatto per posizionare la scatola con i due passeri "turisti". Il grande campeggio bene attrezzato era affollato da numerose tende di ogni dimensione, molti camper, roulotte e fornito di alcuni bar e di due ristoranti, nel retro di uno dei quali era situata una piattaforma leggermente rialzata in cui si esibivano dei gruppi musicali. L'atmosfera del campeggio era allegra e tipica dei villaggi turistici. In pochissimo tempo i due amici fecero conoscenza con parecchi villeggianti anche di diverse nazionalità. Nella tenda accanto a quella dei due amici soggiornava un egiziano di nome Amir con la sua ragazza svedese di nome Helen. Amir era un tipo moro con dei sottili baffetti nero corvino, estroverso, simpatico ma volte un po' invadente, al contrario di Helen, timida e riservata. Diverse volte di sera o anche a notte inoltrata Amir al rientro in campeggio passava a salutare i nuovi amici o conoscenti delle tende circostanti. Si fermava a raccontare storie e aneddoti vissuti nella sua terra. Amava raccontare di se stesso elogiandosi e vantandosi di essere un gran nuotatore. Molte volte Tatiano e Francesco lo ritrovavano sulla spiaggia libera sdraiato accanto a loro su un ampio telo da mare di colore blu.
Un pomeriggio, all'inizio della seconda settimana di vacanza, Carlo, un vecchio conoscente di Bologna, invitò Tatiano a fare un bagno al largo. Presero in affitto un pedalò e s’inoltrarono nel mare calmo, quasi piatto, spingendosi al largo per oltre trecento metri. Si fermarono e fecero il bagno dove l'acqua sembrava fosse più fresca e pulita. Risaliti a bordo del pedalò, lo orientarono verso la riva per tornare lentamente a terra. Mentre rientravano verso la spiaggia, ancora da distante, Tatiano notò uno strano e fitto raggruppamento di persone posizionate a semicerchio. "Che strano! Ma che succede?"- disse Tatiano aumentando la velocità della pedalata della piccola imbarcazione per accelerarne il rientro. "Mah...saranno i soliti venditori ambulanti che cercano di piazzare le loro mercanzie!" - rispose Carlo con superficiale indifferenza. Ma avvicinandosi sempre di più alla riva i due videro un' ambulanza che stava caricando qualcuno. Sceso dal pedalò, Tatiano andò verso il gruppetto di persone e chiese cosa fosse successo. "Hanno portato via il tuo amico" - disse un bagnante. "Cosa? Chi?" - ribattè Tatiano. "Sì, il tuo amico, forse è annegato!?" “Ma chi?...quale amico?" Il tuo amico, quello con i baffi". Tatiano spaventatissimo si guardò intorno per cercare con gli occhi Francesco, perchè anche Francesco portava i baffi e Francesco non c'era... non era lì in spiaggia. Tatiano, spaventato, chiese allora ancora più forte:" Ma quale amico con i baffi? Chi?"- Un bagnante alzò un braccio e indicò un telo blu posizionato sulla spiaggia dicendo: "Hanno portato via il proprietario di quel telo blu". Era il telo da mare dell'egiziano Amir. Le voci sulla spiaggia si rincorrevano ed alcuni sostenevano che Amir fosse sceso da un pedalò ancora in acqua per rientrare a riva a nuoto pensando che in quel punto l'acqua del mare fosse bassa, invece una probabile sacca nel fondale marino ingannò il povero Amir che, non sapendo nuotare, era affogato. Incredibile... perché Amir diceva di essere un gran nuotatore! Subito Tatiano rientrò in campeggio per assicurarsi della presenza di Francesco. Corse verso la tenda. Entrò nel piccolo atrio della tenda a casetta e tirando un grandissimo respiro di sollievo vide l'amico Francesco chinato verso la scatola dei "turisti". L'amico, completamente ignaro di quanto fosse accaduto sulla spiaggia, stava tranquillamente imboccando con una speciale forcina i due piccoli passeri che giorno dopo giorno stavano diventando adulti. Il buon Francesco saliva dalla spiaggia quotidianamente e appositamente per imboccare i suoi piccoli amici, esattamente come si era prefissato ancora prima di partire per le vacanze. Preparava con accurata scelta il miglior mangime possibile per la sana crescita dei suoi protetti.
La scatola in cui crescevano i piccoli passeri era ricoperta da una leggera rete metallica a maglie larghe circa un centimetro in modo che nel suo interno i piccoli "abitanti" potessero respirare bene e fossero protetti fino al giorno in cui dovevano essere messi in libertà.
Tatiano era un tipo che socializzava velocemente. Dopo pochi giorni di permanenza nel grande campeggio marittimo, aveva fatto amicizia con molte persone, tra cui Lisa, una ragazza di Milano. Lisa era una ragazza atletica, energica, amante del fitness, praticava l'aerobica ed era stata premiata come prima ballerina di rock'n'roll acrobatico ai campionati europei. La lussuosa roulotte Caravan dei genitori di Lisa era posizionata a pochi metri dalla tenda degli amici Francesco e Tatiano. Così in poco tempo, tra Lisa e Tatiano nacque una reciproca simpatia. I due amavano la musica e il ballo e in quella zona balneare non mancavano certo i luoghi dove dare sfogo alla loro passione per la danza. Al termine delle serate danzanti Tatiano e Lisa, prima di rientrare in campeggio, molte volte si fermavano sulla spiaggia in riva al mare a raccontarsi fatti e aneddoti della loro vita.
Una notte Lisa volle rimanere in compagnia di Tatiano, accettando di dormire nella stessa cameretta della tenda dei due amici. Francesco, chiuso nell'altra cameretta già da qualche ora e probabilmente molto stanco, era immerso in un profondo sonno. Tatiano e Lisa non riuscendo a dormire, anche perché erano reciprocamente attratti fisicamente, si scambiavano tenere effusioni amorose quando all'improvviso udirono un insolito rumore. Posta maggiore attenzione a quello strano rumore, un attimo dopo udirono lo stesso rumore ripetersi. "Ma.. cos'è? Che cosa succede?" - disse Tatiano alzandosi in piedi per cercare la torcia elettrica. Aprì la zip della cameretta e uscì illuminando l'atrio della tenda in direzione dell'ingresso. Appena un metro oltre la porta d'uscita della tenda vide un gatto nero fermo immobile con il muso rivolto verso l'interno della tenda. "Che strano, ma come mai quel gatto sta lì fermo immobile?" - pensò Tatiano perplesso - e mentre cercava di interpretare lo strano atteggiamento dell'animale, abbassò il raggio di luce della torcia verso il pavimento dell'atrio. Con sorpresa notò una serie di macchioline che partivano dall'ingresso e andavano in direzione della scatola dei passeri. Tatiano si abbassò, toccò con le dita una delle macchie: era sangue! Subito si girò verso la scatola dei passeri e vide che era piegata la leggera griglia di metallo che proteggeva i due passeri. In un angolino della scatola era rimasto un solo passero, casualmente protetto dalla piega che aveva subìto la griglia.
Il gatto aveva già afferrato in precedenza il primo passero, ancora prima che Tatiano e Lisa entrassero nella tenda. Quel rumore che avevano sentito era il frullìo delle ali del secondo passero che miracolosamente era scampato al secondo attacco del gatto nero."Nooo...Francesco,Francesco svegliati!" gridò dispiaciuto Tatiano. "Che cosa c'è? Cosa è successo?"- disse Francesco svegliandosi dal torpore del sonno. "Un gatto ha mangiato uno dei passeri ed è tornato per prendere il secondo. Casualmente ho sentito un frullare di ali, per cui sono riuscito ad intervenire per salvare il secondo passerotto. Ho visto il gatto!!! Il gatto che, probabilmente eccitato dall’attacco interrotto, era ancora lì davanti alla porta d'ingresso"- fu il commento di Tatiano molto colpito. Francesco arrabbiatissimo e infuriato non riusciva a contenere la sua collera.
Solitamente non si addormentava cosi presto e quindi non si dava pace. "E’ colpa mia" - disse - "forse avrei dovuto lasciarli liberi prima, lo avrei fatto tra un giorno o due perché ormai i passeri erano diventati adulti, ma non ero ancora sicuro che potessero cavarsela da soli, evidentemente ho sbagliato." Lisa che aveva assistito a tutta la scena, non sapendo nulla della passione di Francesco, rimase attonita e incredula e cercò di consolare il povero Francesco. Tatiano lo abbracciò. Francesco amareggiato, ancora in piena notte, cercò di risistemare la scatola che conteneva l'unico passero superstite e poi, affranto dal dolore e in assoluto silenzio, con il capo chino rientrò nella cameretta della sua tenda.
La strana ironia della sorte dei poveri animaletti e il grande dispiacere dell'amico Francesco avevano comunque messo in evidenza il suo grande valore e la bontà d'animo che egli possedeva, commuovendo Lisa e Tatiano.
Il buon Francesco da sempre amante degli animali aveva cercato di salvare la vita dei suoi amici passeri portandoli con sé per proteggerli e invece il naturale istinto animalesco di un gatto del campeggio lo aveva tradito portando uno di loro all'imprevista morte. La mattina seguente Francesco aprì la scatola degli sfortunati turisti e unendo le due mani raccolse delicatamente il passero solitario e ormai adulto, lo accarezzò per l'ultima volta, sollevò lentamente le braccia e lo lanciò verso il cielo.
Nulla può fermare gli eventi naturali della vita, mentre l'amore e la speciale sensibilità per gli animali che ha dimostrato l'amico Francesco rimarranno per sempre nella mente e nel cuore degli amici che lo hanno veramente conosciuto.